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Parent Training, genitori e disabilità

Come aiutare la famiglia a metabolizzare un handicap? 

La scoperta di un handicap, di qualsiasi natura, o entità esso sia, dall’autismo al diabete, per fare due esempi estremi, è sempre un trauma individuale e familiare. Quando l’handicap  si manifesta alla nascita o in età evolutiva, diventa un vulnus nell'equilibrio familiare e a volte anche nella relazione di coppia in cui i due coniugi spesso si sentono protagonisti di un fallimento del loro ruolo genitoriale e questo può ingenerare uno scoppio deflagrante nell'equilibrio della coppia in cui sovente uno dei due componenti si rifugia nel  rifiuto di una situazione di disabilità e l'altro, sente su di sé tutto il carico di un dramma collettivo, con possibili situazioni di Burnout che finiscono per ripercuotersi su tutto il nucleo familiare. 


Il primo passo per un confronto genuino, con la nuova realtà, che viene inevitabilmente a cambiare il modulo stesso dell’essere famiglia, deve quindi investire, come insegna la lunga esperienza dell’equipe Osmairm, tutto il nucleo familistico allargato, ed ogni singolo soggetto interessato e interagente, colto nella sua individualità e nella sua rete di rapporti affettivi, personali, parentali e sociali. A questo scopo appare fondamentale in prima istanza una diagnosi precoce che individui dettagliatamente i contorni della patologia invalidante e configuri una terapia adeguata ed appropriata nel tempo al singolo caso di specie.


Non è detto infatti, precisano all’Osmairm, che una situazione di disabilità perduri e si cronicizzi vita natural durante. L’appropriatezza della terapia e della cura va quindi scaglionata nel tempo. Il momento della scoperta e dell’insorgenza dell’handicap, e certamente uno degli scogli più critici da superare e i genitori, insieme al nucleo parentale, vanno sicuramente accompagnati in primo percorso di presa di coscienza e graduale metabolizzazione che, tenendo conto degli equilibri affettivi, li aiuti ad affrontare una mutata e difficile quotidianità.
Le conoscenze e l’esperienza Osmairm, maturate in più di quaranta anni di lavoro e di confronto sul Territorio e continuamente monitorate con corsi di Alta formazione, che investono tutto il personale, sia medico che ausiliario, hanno approntato un ciclo mirato di “parent training”, in cui i genitori e i parenti più prossimi del bambino, o comunque dal paziente in trattamento, vengono coinvolti nelle varie attività terapeutiche e sviluppano un rapporto sinergico con medici, terapisti e psicologi, che guardi soprattutto alla centralità della persona e alle relazioni con la famiglia, la scuola e le altre agenzie educative, cui è demandata, nelle specifiche competenze e attitudini, la presa in carico del soggetto, dall’infanzia, all’età evolutiva ed alla maturità.


In caso di ricovero di pazienti adulti, affetti da patologie gravi e invalidanti, afferenti soprattutto alla sfera psichica e neurologica, può insorgere nei parenti più stretti, una serie di problematiche configgenti che vanno dal rifiuto, alla sindrome dell’abbandono e a fenomeni di inaffettività in cui la famiglia, o i singoli componenti di essa, non riescono a costruire, o a mantenere un corretto e salutare rapporto con il proprio congiunto disabile.


Anche in questi frangenti, un supporto psicologico, attraverso piani individualizzati o collettivi, appare fondamentale.
Il paziente, è questo l’assunto principale di ogni operatore Osmairm, non è mai una monade a sé stante, ma sempre un individuo inserito in un contesto affettivo, sociale e parentale. Per interagire sempre  e migliorare costantemente la qualità della vita di ognuno, vengono periodicamente organizzati incontri e confronti con la famiglie, che sfociano anche in momenti di convivialità e condivisione.
L’handicap, va affrontato insieme. In Osmaim nessuno si sente escluso. In Osmairm nessuno è solo.