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MASTER ABA POST EXPERIENCE IESCUM + CORSO TAC IESCUM

Che l’Autismo sia una condizione complessa che comporta un lavoro multidimensionale e multiprofessionale sia per la diagnosi che per la presa in carico è oramai una consapevolezza. 

Già nel 2014, il Tavolo sull’Autismo voluto dalla Regione, aveva censito il bisogno e si preparava alla delibera per i Centri Territoriali con l’obiettivo di delineare la rete di presa in carico, mantenimento e terapia dei Soggetti con Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) . 

L'impegno della Regione Puglia, fra le prime regioni italiane ad aver dato attuazione alla legge nazionale 18 agosto 2015, n.134 "Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con ASD e di assistenza alle famiglie", si concretizza all'interno del Regolamento Regionale 8 luglio 2016 n. 9 "Rete assistenziale territoriale sanitaria e sociosanitaria per i Disturbi dello Spettro autistico. Definizione del fabbisogno e dei requisiti organizzativi, tecnologici e strutturali". 

In ottemperanza al Regolamento Regionale, come risposta ad un preciso e riconosciuto bisogno, vengono inaugurati, sino alla fine del 2017, i Presidi CAT (Centri Autismo Territoriali).

L’occorrenza di intensificare lo sforzo per coprire i bisogni di salute e di vita delle persone con autismo del territorio trova come atto decisivo l’accreditamento di strutture in grado di garantire continuità assistenziale.

OSMAIRM srl, con quasi 50 anni di esperienza in campo riabilitativo sanitario, è riconosciuto e si configura fra le strutture accreditate sul territorio specializzate nella realizzazione di programmi d’intervento terapeutico ri/abilitativi per persone con autismo ad opera di figure professionali formate in maniera specifica.

Non è una novità per OSMAIRM (già ente accreditato per la formazione ECM) occuparsi della formazione continua e del consolidamento delle conoscenze dei propri dipendenti. “Il fine ultimo è sempre il bene del paziente” riferisce la dott.ssa Clemy Pentassuglia, Amministratore e responsabile dei Centri Ambulatoriali aggiungendo: “Nei nostri presidi, la popolazione di persone con Autismo prese in cura ha numeri importanti. Abbiamo sempre creduto nell’importanza di un approccio dimensionale e non categoriale. Enrico Micheli diceva che avere una ricca cassetta degli attrezzi fa la differenza nell’intervento sull’Autismo”.

Fra i nomi che hanno già collaborato con OSMAIRM il Prof. Muratori dell’Università di Pisa, la Prof.ssa Caretto dell’Università di Tor Vergata-Roma, la Dott.ssa Xaiz del Centro “la Valle Agordina” e in ultimo (solo in ordine temporale) la preziosa collaborazione con il Prof. Paolo Moderato_IESCUM per la realizzazione del Master ABA in edizione Post Experience e del Corso per Tecnici del Comportamento.

Master e Corso si terranno nella sede della struttura residenziale a carattere riabilitativo OSMAIRM di Laterza, nel periodo compreso fra Gennaio e Maggio 2019. 
Il Corso è aperto anche ad uditori. La frequenza come uditore da il diritto ad ottenere un attestato di partecipazione.
E’ previsto l’attestato di partecipazione anche per la frequenza del singolo modulo.

Info e contatti: Dott.ssa Arianna Sardiello, tel. +39 0998216213 - +39 338 1973849, e-mail: formazione@osmairm.it

La dott.ssa Pentassuglia conclude: “Per noi, la collaborazione con i massimi esperti della comunità scientifica è una necessità, una ricchezza, una occasione di crescita e di confronto che rendere sempre migliore il lavoro per cui, con passione, ci adoperiamo ogni giorno”.

 

PROGRAMMA COMPLETO DEI CORSI

MASTER ABA POST EXPERIENCE IESCUM: Il corso è suddiviso in 11 lezioni e 5 moduli (dalle 9 alle 18).

MOD 1 (Sess. 1.1 – 1.2)
11 gennaio 2019
Docente: Lorenzo Todone

MOD 1 (Sess. 1.3 – 1.4)
12 gennaio 2019
Docente: Lorenzo Todone
Ore di lezione MOD 1: 18

MOD 2 (Sess. 2.1 – 2.2)
25 gennaio 2019
Docente: Raffaella Giannattasio

MOD 2 (Sess. 2.3 – 2.4)
1 febbraio 2019
Docente: Raffaella Giannattasio
Ore di lezione MOD 2: 18

MOD 3 (Sess. 3.1 – 3.2)
22 febbraio 2019
Docente: Melissa Scagnelli

MOD 3 (Sess. 3.3 – 3.4)
23 febbraio 2019
Docente: Melissa Scagnelli

MOD 3 (Sess. 3.5 – 3.6)
15 marzo 2019
Docente: Arianna Ristallo
Ore di lezione MOD 3: 27

MOD 4 (Sess. 4.1 – 4.2)
26 Aprile 2019
Docente: Melissa Scagnelli

MOD 4 (Sess. 4.3 – 4.4)
30 Marzo 2019
Docente: Arianna Ristallo

MOD 4 (Sess. 4.4 – 4.5)
27 Aprile 2019
Docente: Melissa Scagnelli
Ore di lezione MOD 4: 27

MOD 5 (Sess. 5.1 – 5.2)
4 Maggio 2019
Docente: Lorenzo Todone
Ore di lezione MOD 4: 9

 

MOD 1: Definizione e caratteristiche della Behavioral Analysis e dell’Applied Behavior Analysis: principi, processi e concetti
11-12 gennaio 2019

In questo modulo vengono affrontati i processi generali di base frutto della ricerca sperimentale della psicologia del Novecento. Ci riferiamo ai paradigmi di analisidelcomportamento rispondente, operante, perimitazione,modellamento e comportamento governato da regole o comportamento controllato verbalmente. Per una migliore e corretta comprensione dell’ABA è necessario analizzare in dettaglio i vari principi che da queste ricerche sono stati«distillati»e stanno alla base dei processi individuali di apprendimento: rinforzo, generalizzazione, discriminazione, estinzione, ecc. È possibile agire sul comportamento solo se si conoscono bene i principi di base dell’analisi del comportamento, che a sua volta si traducono in procedure individualizzate per potenziare, arricchire, modificare o ridurre un comportamento. Valoresociale, rigore metodologico,creativitàeflessibilitàsonoglielementiessenzialiche devono guidare verso la scelta dell’intervento migliore per la persona.

 

Sess. 1.1 – 11 gennaio

– Assunti filosofici dell'Analisi del comportamento 
– L'Analisi del comportamento:
     – significato di Analisi
     – significato di Comportamento
– Paradigmi, Principi, processi e procedure (4P)
– Il significato di interazione: interazioni naturali versus interazioni artificiali 
– Distinzione tra analisi sperimentale del comportamento,analisi comportamentale applicata e tecnologie comportamentali
– Utilizzo delle 7 dimensioni dell’analisi comportamentale applicata (Baer,Wolf,& Risley 1968) per valutare gli interventi
– Interpretare gli articoli sotto una luce analitica comportamentale

Sess. 1.2 – 11 gennaio

– Comportamento/risposte/classi di risposte 
– Stimoli e classi di stimoli.
– 
Interazioni rispondenti e operanti
– 
Descrizione ed esemplificazione delle interazioni rispondenti
– 
Descrizione ed esemplificazione delle interazioni operanti
– Applicazione: Stimulus Stimulus Pairing (per condizionare luoghi e persone)

Sess. 1.3 – 12 gennaio

– F-01 Descrizione del ruolo del Tecnico Comportamentale nei servizi
– C-03 Rinforzo incondizionale e condizionale
– C-03 Rinforzo positivo e negativo e applicazioni
– C-03 Schemi di rinforzo e applicazioni
– Effetti collaterali del rinforzo
– B-02T Tipologie di Assessment delle preferenze
– Condurre un assessment delle preferenze
– Ampliamento delle preferenze: e le attività (condizionamento rispondente e operante)

Sess. 1.4 – 12 gennaio

– Definizione di Stimulus control. 
– Behavioral contingencies 
– 
Behavioral momentum
– 
Punizione incondizionale e condizionale
– 
Punizione positiva e negativa

 

MOD 2: Principi e procedure per il cambiamento del comportamento: dal NET al DTT
25 gennaio / 1 febbraio 2019

Nello sviluppo dell’analisi comportamentale applicata tra gli approcci strutturati e gli approcci ecologici si possono evidenziare elementi di con- tinuità e discontinuità. Gli approcci strutturati di prima generazione sono basati prevalentemente sul controllo delle conseguenze del comportamento, per cui viene posta maggiore attenzione alla programmazione di interventi reattivi (ad esempio, modelli di rinforzamento, processi di estinzione,ecc.). Gli approcci di seconda generazione sono basati maggiormente sul controllo degli antecedenti del comportamento, per cui maggiore attenzione viene posta alla programmazione di interventi proattivi (motivazione,gestione dell’ambiente,ecc.).

 

Sess. 2.1 – 25 gennaio

– Operazioni Motivazionali: applicazione delle procedure basate sull’Analisi comportamentale di seconda generazione
– CMO, UMO 
– 
CMO-T 
– 
Applicazioni delle OM

Sess. 2.2 – 25 gennaio

– D-03 Applicazione di interventi basati sulla modificazione degli antecedenti come le operazioni motivazionali e stimoli discriminativi
– C-05 Applicazione di procedure in NET

Sess. 2.3 – 1 febbraio

– Applicazioni delle procedure basate sulla letteratura più recente: 
– C-05 Discrete trial training (DTT)
– 
C-07 Discrimination training
– C-08 Applicazione di procedure di transfer dello stimulus control
– 
C-03 Applicazioni degli schemi di rinforzo (rapporto fisso e variabile) nelle sedute d’intervento
– 
C-02 Preparare per la sessione ciò che è richiesto dal protocollo
– 
E-02 Creare una descrizione obiettiva della sessione

Sess. 2.4 – 1 febbraio

– C-09, C-10 Prompt e Prompt Fading, Shaping
– C-06 Taskanalysis e Chaining
– Imitazione e modeling
– C-01 Identificare le componenti essenziali di un protocollo scritto per l’acquisizione di abilità
– E-03 Comunicare in modo efficace con il supervisore 
– E-04 Conformarsi con le normative vigenti in merito alle comunicazioni e ai report
– C-11 Mantenimento, generalizzazione e discriminazione 

 

MOD 3: Assessment Comportamentale
22-23 febbraio 2019 / 15 Marzo

In questo modulo vengono analizzati i principali metodi dell’assessment comportamentale. L’assessment comportamentale implica la raccolta e l’analisi di dati e informazioni indispensabili a individuare e descrivere il comportamento bersaglio, identificarne le possibili cause, scegliere le appropriate strategie di trattamento per modificarlo e valutare i risultati dell’intervento.


Sess. 3.1 – 22 febbraio

– B-01 Descrivere il comportamento e l’ambiente in maniera osservabile e in modo misurabile
– Misurare la frequenza , durata, latenza, % occorrenza
– 
A-01 Disegnare e applicare metodi di osservazione continua
– A-03 Disegnare e applicare metodi di osservazione discontinua (time sampling: partial, whole, momentary)
– A-04 Applicazione di procedure di misurazione dei prodotti permanenti
– E-05 Conformarsi con le normative vigenti in merito alle presa dati, archiviazione e trasporto
– Prendere le decisioni sulla base dei dati
– 
Come graficare I dati
– 
A-01 Preparare schede presa dati
– 
E-05 Conformarsi con le normative vigenti in merito alle presa dati, archiviazione e trasporto

Sess. 3.2 – 22 febbraio

– Assessment comportamentale 
– Analisi funzionale come una forma di assessment
– Differenti metodi per organizzare, interpretare e descrivere i dati 
– 
Continuum tra una osservazione diretta e indiretta
– 
E-01 Documentare le altre variabili che potrebbero influenzare il cliente (es. malattia, medicalizzazione...)
– 
B-03 Procedure individualizzate di assessment (es. curriculum-based, abilità sociali...)

Sess. 3.3 – 23 febbraio

– B-04 Come condurre un efficace assessment funzionale sperimentale
– Manipolazione sistematica delle variabili
– D-02 Descrizione delle funzioni del comportamento
– 
Comportamenti problema e selezione delle strategie per la riduzione dei comportamenti problema

Sess. 3.4 – 23 febbraio

– D-01 Identificare le componenti essenziali di un protocollo scritto per la riduzione del comportamento
– 
D-04 Utilizzo delle diverse tipologie di rinforzo differenziale (DRO, DRI, DRA...)
– 
D-05 Applicazione delle procedure di estinzione
– 
D-06 Applicazione delle procedure d’emergenza in linea con il protocollo
– 
C-12 Monitoraggio dell’applicazione delle procedure applicate dalla persone che si occupano del caso

Sess. 3.5 – 15 marzo

VB MAPP. VerbalBehavior, Milestones Assessment and Placement Program

Sess. 3.6 – 15 marzo

VB MAPP. VerbalBehavior, Milestones Assessment and Placement Program

 

MOD 4: Approfondimenti: dal curriculum all’applicazione
30 marzo / 26-27 aprile 2019

L’analisi funzionale di una relazione verbale è centrata sull’insieme di elementi che costituiscono l’operante verbale e, sulla base degli eventi ambientali che fungono da antecedenti e da conseguenti, è possibile costruirne una tassonomia. Gli operanti verbali identificati da Skinner sono: ecoico, mand, tact, intraverbale e autoclitico. Ogni operante verbale richiede un training specifico in quanto hanno funzioni indipendenti

 

Sess. 4.1 – 26 aprile

– Verbalbehavior teaching 
– Tassonomia degli operanti verbali 
– Come insegnare gli operanti verbali curriculum iniziale ecoico, mand, tact

Sess. 4.2 – 26 aprile

– Comunicazione aumentativa ealternativa: linguaggio deisegnie comunicazione per immagini. 
– Speech generating device (SGD)

Sess. 4.3 – 30 marzo

Costruire un curriculum individualizzato a partire dal VB MAPP: livello iniziale, intermedio (curricululm a confronto: Sundberg e Partington, McGreevy, D. Greer etc)
 

Sess. 4.4 – 30 marzo

– Costruire un curriculum individualizzato: livello avanzato
– 
Behavioral Cusp
– 
Selezionare Behavioral cusp come obiettivi dell’intervento
– 
DTT e NET a confronto (insegnare lo stesso item sia in NET sia in DTT)

Sess. 4.5 – 27 aprile

– Self-management
– Utilizzo token economy e altri sistemi di rinforzo (esempio, TAG Teach).
– Utilizzo del Direct Instruction.
– Promuovere apprendimento generativo (esempio, derived relations), apprendimento matriciale.

Sess. 4.6 – 27 aprile

– Come insegnare operanti verbali curriculum intermedio e avanzato: tact, intraverbale
– Letteratura recente a supporto delle procedure d’insegnamento


MOD 5: 

ABA e sostenibilità dell’intervento:insegnanti, famiglia e operatori
4 maggio 2019

n questo modulo viene analizzata la sostenibilità dell’intervento intensivo e precoce all’interno del setting scolastico, setting domiciliare e centro clinico. Elemento di particolare importanza è la presenza di persone motivate e formate a lavorare nei diversi contesti. Per far questo è necessario formare persone competenti e saper gestire le relazioni all’interno dei gruppi di lavoro.


Sess. 5.1 – 4 maggio

– La sostenibilità degli interventi intensivi e precoci 
– Analisi comportamentale applicata nel setting scolastico, domiciliare e centro clinico 
– Rapporti famiglia-scuola-servizi
– BEHAVIORAL SKILLS TRAINING (BST):strategie per formare tecnici di analisi del comportamento

Sess. 5.2 – 4 maggio

– Supporto degli operatori che applicano l’analisi comportamentale applicata
– F-02 Rispondere in modo appropriato ai feedback, mantenere e migliorare le proprie prestazioni
– F-03 Comunicazione con chi si prende cura del cliente
– F-04 Mantenere una condotta professionale adeguata (es. evitare relazioni affettive, conflitti di interessi, contatti attraverso i social networks...)
– F-05 Rispetto della dignità del cliente

 

CORSO TAC IESCUM: Il corso è suddiviso in 7 lezioni e 4 moduli (dalle 9 alle 18).

MOD 1 (Sess. 1.1 – 1.2)
11 gennaio 2019
Docente: Lorenzo Todone

MOD 1 (Sess. 1.3 – 1.4)
12 gennaio 2019
Docente: Lorenzo Todone
Ore di lezione MOD 1: 18

MOD 2 (Sess. 2.1 – 2.2)
25 gennaio 2019
Docente: Raffaella Giannattasio

MOD 2 (Sess. 2.3 – 2.4)
1 febbraio 2019
Docente: Raffaella Giannattasio
Ore di lezione MOD 2: 18

MOD 3 (Sess. 3.1 – 3.2)
22 febbraio 2019
Docente: Melissa Scagnelli

MOD 3 (Sess. 3.3 – 3.4)
23 febbraio 2019
Docente: Melissa Scagnelli
Ore di lezione MOD 3: 18

MOD 4 (Sess. 4.1 – 4.2)
26 Aprile 2019
Docente: Melissa Scagnelli
Ore di lezione MOD 4: 18

 

MOD 1: Definizione e caratteristiche della Behavioral Analysis e dell’Applied Behavior Analysis: principi, processi e concetti
11-12 gennaio 2019

In questo modulo vengono affrontati i processi generali di base frutto della ricerca sperimentale della psicologia del Novecento. Ci riferiamo ai paradigmi di analisidelcomportamento rispondente, operante, perimitazione,modellamento e comportamento governato da regole o comportamento controllato verbalmente. Per una migliore e corretta comprensione dell’ABA è necessario analizzare in dettaglio i vari principi che da queste ricerche sono stati«distillati»e stanno alla base dei processi individuali di apprendimento: rinforzo, generalizzazione, discriminazione, estinzione, ecc. È possibile agire sul comportamento solo se si conoscono bene i principi di base dell’analisi del comportamento, che a sua volta si traducono in procedure individualizzate per potenziare, arricchire, modificare o ridurre un comportamento. Valoresociale, rigore metodologico,creatività e flessibilità sono gli elementi essenziali che devono guidare verso la scelta dell’intervento migliore per la persona.

 

Sess. 1.1 – 11 gennaio

– Assunti filosofici dell'Analisi del comportamento 
– L'Analisi del comportamento:
     – significato di Analisi
     – significato di Comportamento
– Paradigmi, Principi, processi e procedure (4P)
– Il significato di interazione: interazioni naturali versus interazioni artificiali 
– Distinzione tra analisi sperimentale del comportamento,analisi comportamentale applicata e tecnologie comportamentali
– Utilizzo delle 7 dimensioni dell’analisi comportamentale applicata (Baer,Wolf,& Risley 1968) per valutare gli interventi
– Interpretare gli articoli sotto una luce analitica comportamentale

Sess. 1.2 – 11 gennaio

– Comportamento/risposte/classi di risposte 
– Stimoli e classi di stimoli.
– 
Interazioni rispondenti e operanti
– 
Descrizione ed esemplificazione delle interazioni rispondenti
– 
Descrizione ed esemplificazione delle interazioni operanti
– Applicazione: Stimulus Stimulus Pairing (per condizionare luoghi e persone)

Sess. 1.3 – 12 gennaio

– F-01 Descrizione del ruolo del Tecnico Comportamentale nei servizi
– C-03 Rinforzo incondizionale e condizionale
– C-03 Rinforzo positivo e negativo e applicazioni
– C-03 Schemi di rinforzo e applicazioni
– Effetti collaterali del rinforzo
– B-02T Tipologie di Assessment delle preferenze
– Condurre un assessment delle preferenze
– Ampliamento delle preferenze: e le attività (condizionamento rispondente e operante)

Sess. 1.4 – 12 gennaio

– Definizione di Stimulus control. 
– Behavioral contingencies 
– 
Behavioral momentum
– 
Punizione incondizionale e condizionale
– 
Punizione positiva e negativa

 

MOD 2: Principi e procedure per il cambiamento del comportamento: dal NET al DTT
25 gennaio / 1 febbraio 2019

Nello sviluppo dell’analisi comportamentale applicata tra gli approcci strutturati e gli approcci ecologici si possono evidenziare elementi di con- tinuità e discontinuità. Gli approcci strutturati di prima generazione sono basati prevalentemente sul controllo delle conseguenze del comportamento, per cui viene posta maggiore attenzione alla programmazione di interventi reattivi (ad esempio, modelli di rinforzamento, processi di estinzione,ecc.). Gli approcci di seconda generazione sono basati maggiormente sul controllo degli antecedenti del comportamento, per cui maggiore attenzione viene posta alla programmazione di interventi proattivi (motivazione,gestione dell’ambiente,ecc.).

 

Sess. 2.1 – 25 gennaio

– Operazioni Motivazionali: applicazione delle procedure basate sull’Analisi comportamentale di seconda generazione
– CMO, UMO 
– 
CMO-T 
– 
Applicazioni delle OM

Sess. 2.2 – 25 gennaio

– D-03 Applicazione di interventi basati sulla modificazione degli antecedenti come le operazioni motivazionali e stimoli discriminativi
– C-05 Applicazione di procedure in NET

Sess. 2.3 – 1 febbraio

– Applicazioni delle procedure basate sulla letteratura più recente: 
– C-05 Discrete trial training (DTT)
– 
C-07 Discrimination training
– C-08 Applicazione di procedure di transfer dello stimulus control
– 
C-03 Applicazioni degli schemi di rinforzo (rapporto fisso e variabile) nelle sedute d’intervento
– 
C-02 Preparare per la sessione ciò che è richiesto dal protocollo
– 
E-02 Creare una descrizione obiettiva della sessione

Sess. 2.4 – 1 febbraio

– C-09, C-10 Prompt e Prompt Fading, Shaping
– C-06 Taskanalysis e Chaining
– Imitazione e modeling
– C-01 Identificare le componenti essenziali di un protocollo scritto per l’acquisizione di abilità
– E-03 Comunicare in modo efficace con il supervisore 
– E-04 Conformarsi con le normative vigenti in merito alle comunicazioni e ai report
– C-11 Mantenimento, generalizzazione e discriminazione 

 

MOD 3: Assessment Comportamentale
22-23 febbraio 2019

In questo modulo vengono analizzati i principali metodi dell’assessment comportamentale. L’assessment comportamentale implica la raccolta e l’analisi di dati e informazioni indispensabili a individuare e descrivere il comportamento bersaglio, identificarne le possibili cause, scegliere le appropriate strategie di trattamento per modificarlo e valutare i risultati dell’intervento.


Sess. 3.1 – 22 febbraio

– B-01 Descrivere il comportamento e l’ambiente in maniera osservabile e in modo misurabile
– Misurare la frequenza , durata, latenza, % occorrenza
– 
A-01 Disegnare e applicare metodi di osservazione continua
– A-03 Disegnare e applicare metodi di osservazione discontinua (time sampling: partial, whole, momentary)
– A-04 Applicazione di procedure di misurazione dei prodotti permanenti
– E-05 Conformarsi con le normative vigenti in merito alle presa dati, archiviazione e trasporto
– Prendere le decisioni sulla base dei dati
– 
Come graficare I dati
– 
A-01 Preparare schede presa dati
– 
E-05 Conformarsi con le normative vigenti in merito alle presa dati, archiviazione e trasporto

Sess. 3.2 – 22 febbraio

– Assessment comportamentale 
– Analisi funzionale come una forma di assessment
– Differenti metodi per organizzare, interpretare e descrivere i dati 
– 
Continuum tra una osservazione diretta e indiretta
– 
E-01 Documentare le altre variabili che potrebbero influenzare il cliente (es. malattia, medicalizzazione...)
– 
B-03 Procedure individualizzate di assessment (es. curriculum-based, abilità sociali...)

Sess. 3.3 – 23 febbraio

– B-04 Come condurre un efficace assessment funzionale sperimentale
– Manipolazione sistematica delle variabili
– D-02 Descrizione delle funzioni del comportamento
– 
Comportamenti problema e selezione delle strategie per la riduzione dei comportamenti problema

Sess. 3.4 – 23 febbraio

– D-01 Identificare le componenti essenziali di un protocollo scritto per la riduzione del comportamento
– 
D-04 Utilizzo delle diverse tipologie di rinforzo differenziale (DRO, DRI, DRA...)
– 
D-05 Applicazione delle procedure di estinzione
– 
D-06 Applicazione delle procedure d’emergenza in linea con il protocollo
– 
C-12 Monitoraggio dell’applicazione delle procedure applicate dalla persone che si occupano del caso

 

MOD 4: Approfondimenti: dal curriculum all’applicazione
26 aprile 2019

L’analisi funzionale di una relazione verbale è centrata sull’insieme di elementi che costituiscono l’operante verbale e, sulla base degli eventi ambientali che fungono da antecedenti e da conseguenti, è possibile costruirne una tassonomia. Gli operanti verbali identificati da Skinner sono: ecoico, mand, tact, intraverbale e autoclitico. Ogni operante verbale richiede un training specifico in quanto hanno funzioni indipendenti

 

Sess. 4.1 – 26 aprile

– Verbalbehavior teaching 
– Tassonomia degli operanti verbali 
– Come insegnare gli operanti verbali curriculum iniziale ecoico, mand, tact

Sess. 4.2 – 26 aprile

– Comunicazione aumentativa ealternativa: linguaggio deisegnie comunicazione per immagini. 
– Speech generating device (SGD)